Simbolismo inconscio dell’Albero di Natale

di Matteo Benacchio

Introduzione

Il simbolismo dell’Inconscio* è un argomento importante soprattutto dal punto di vista della coscienza collettiva.

*(con questo termine ci riferiamo al significato inconscio, o nascosto, di tutti quegli oggetti caratteristici, che tutti, o comunque una grande parte della popolazione mondiale, usa nelle proprie tradizioni, anche senza conoscerne l’origine o la motivazione, attivandone così la funzione simbolica inconscia).

E’ di vitale importanza considerare i significati simbolici di questi oggetti che hanno un uso così largo su scala mondiale, visto che questi processi od “usanze” implicano l’appartenenza di tali simboli all’interno della nostra coscienza collettiva, o psiche comune.

Secondo la psicologia dell’inconscio di C. G. Jung ciò ci consente di capire le esigenze interiori inconsce della popolazione, le quali vengono trasmesse nel mondo esterno tramite una forma simbolica o un rituale.

Come se l’uomo interiore volesse ricordare o richiamare a sé qualcosa di un altissimo valore, che a livello cosciente, ancora non riesce del tutto a realizzare. Si manifesta così, un richiamo molto forte, per chi riesce a intravvederlo o intuirlo, mentre diventa invece una manifestazione inconscia, di una parte profonda del proprio Sé, per chi semplicemente lo usa. Tutto ciò spiegherebbe l’uso massiccio di questi oggetti nelle attuali tradizioni, che esse siano effettuate in modo consapevole o meno, l’energia interna o Archetipo viene così manifestato nel mondo esterno.

In questo piccolo testo verrà trattato il simbolismo legato all'Albero di Natale, senza investigarne l’origine storica, ma indagandone proprio il profilo psicologico inconscio.

L’Albero di Natale

Spesso i simbolismi collettivi rappresentano forze archetipe che sono attive in quel determinato momento o segmento di tempo, questo avviene perché la psiche umana e la coscienza si sincronizzano con le energie  e gli archetipi presenti a livello maggiore rappresentanti quel  preciso momento spazio-temporale. Ciò che si manifesta all’interno di noi, è in corrispondenza a ciò che in larga misura si manifesta all’esterno di noi, soprattutto a livello generale. Si dice infatti che l’uomo rappresenti il macrocosmo nel suo microcosmo, ma ciò può essere inteso anche al contrario, soprattutto quando parliamo della nostra psiche: in questo caso il nostro ambiente rappresenta le energie attive all’interno di noi, latenti e non, e questo si manifesta in ciò che facciamo e produciamo fornendoci la rappresentazione del nostro essere interiore in quel dato momento.

Perciò è di fondamentale importanza essere consci del moto esteriore che si vive in un dato momento, in quanto la forza maggiore quasi sempre influenza la forza minore, la quale, a suo modo, la manifesta. Ancor di più quando parliamo di coscienza collettiva, ovvero l’insieme di stati e stadi di coscienza che formano il pensiero collettivo (dell’insieme di tutte le persone) in una data epoca, creando dei rituali e delle figure adatte al proprio stato di coscienza. C.G.Jung vide però che nonostante la forma in qualche modo cambiasse lievemente, il significato interiore, l’energia interna a certi rituali collettivi derivava da un’energia originaria che venne chiamata da C. J. stesso archetipo. Gli archetipi vanno considerati come delle matrici cosmiche interiori e molti di questi hanno a che fare con le energie creative universali, che scendono e si rispecchiano in scala fino al sistema solare con tutti i suoi cicli.

A questo proposito, se osserviamo la sincronizzazione ritmica del nostro pianeta con il periodo natalizio troveremo che la ricorrenza natalizia avviene appena dopo il solstizio d'inverno, il giorno più corto dell’anno, il quale rappresenta il ciclo di chiusura dello stesso, un pò come se fosse la Luna Nuova annuale del pianeta, abbiamo infatti la massima espansione della fase di buio alle nostre latitudini. Il buio rappresenta la riduzione della vita o Luce. Ed è esattamente ciò che avviene nelle nostre aree e si manifesta durante l’inverno, quando la natura sembra inaridirsi e ritirarsi mentre il freddo e il gelo aumentano a livello superficiale, all’interno della terra, nel mondo interiore, troviamo il seme e le radici che continuano a lavorare. Il seme rimane nella sua fase di nutrimento e fase di gestazione, le radici nascoste dalla vista continuano il loro lavoro di nutrimento per l’intero albero.

Buio

Il concetto di buio o nero dal punto di vista materiale (o meglio materialistico) viene di solito associato al nulla o alla mancanza di vita, o ancora alla perdita della vita stessa, ma anche all’ignoto. Infatti non è un caso che il nero ed il buio siano spesso associati alla paura, o a qualcosa che non si conosce, con un’inflazione al significato negativo di quest’ultimo. Questo concetto era completamente diverso nelle tradizioni sapienziali antiche, lo possiamo vedere ancora molto chiaramente nella tradizione orientale dove ciò che consideriamo come buio in realtà rappresenta la matrice femminile, l’utero del mondo, la caverna cosmica dove il seme viene nutrito per crescere, la grotta che fornisce le sostanze nutritive al seme o al feto per crescere, la forza intrinseca della natura, la madre terra che fornisce la sostanza per far si che la coscienza abbia un luogo o veicolo materiale in cui insediarsi. Ecco perchè nelle tradizioni antiche il vero Dio è colui di cui nulla si può dire o il Nulla stesso, ma questo concetto è ben lungi da prendere il significato di morte e nulla cosmico come inteso dall’ateo e dall’occidente in generale, spesso invece al contrario è vita, addirittura l’origine della vita, o perlomeno la sostanza che permette alla vita di manifestarsi*. *(Il punto di vista cambia in base alla direzione incarnativa o escarnativa che utilizziamo.)

Pertanto il buio è strettamente legato alla creazione e quando parliamo di creazione non possiamo non soffermarci anche sul concetto di tempo, in quanto questi sono estremamente legati, interconnessi e sincronici (infatti in scienza si parla di spazio-tempo come un’unità). Il tempo infatti è quella dimensione strettamente legata allo spazio e quindi alla creazione di una tridimensionalità, ovvero quello spazio che può essere vissuto dalla coscienza, tutto ciò che è vita o vitale è tridimensionale, per questo il tempo è strettamente legato alla vita e alla coscienza. Il Tempo diventa così il buio dell’Anima che è Luce eterna, infatti l’Anima è senza tempo e incarnandosi nella sostanza entra nelle tenebre della materia con le quali si confronta.

Così troveremo in tutte le mitologie, che durante il momento di eclissi o di minor luce c’è la lotta fra il Diavolo/ Satana / Saturno e Dio/ Sole / Luce / Coscienza.

Buio e Astrologia

La Terra durante questo periodo dell’anno passa attraverso il Segno del Cancro e quindi dal punto di vista terrestre il Sole attraversa, sullo sfondo dell’eclittica, il Segno del Capricorno, il cui governatore è Saturno. Saturno, il Grande Maestro dello Zodiaco, è il governatore del tempo, colui che apre la porta alla concretizzazione delle forme spirituali (non fisiche) nel piano materiale. Saturno, situato alla soglia del limite del tempo, attraverso le energie di Capricorno, è colui che come il demiurgo divide ciò che era Uno “al di là dello spazio del tempo” in due una volta che si viene a trovare al di qua della sua soglia. Infatti nell’ “al di qua” (dello spazio e del tempo) diventiamo la famosa formula “materia più spirito” e ciò avviene quando lo spirito si incarna nella sostanza creando così la materia, e questo fa si che inizi a manifestarsi il tempo. Dove c’è tempo infatti c’è forma, mentre dove non c’è tempo non c’è neanche forma. (*vedi principio di indeterminazione della fisica quantistica). Il Segno del Capricorno con il suo governatore Saturno governano il successo sul piano materiale dal punto di vista fisico, la concretizzazione, la cristallizzazione di tutto ciò che è duro e pesante, ne sono un esempio: le ossa, l’industria pesante, il piombo ecc,. tutto ciò che ha bisogno di tempo, che diventa duro, e che ha inoltre lunga durata nel tempo.

Questa è quella che si può definire la fase di buio per l’Anima, la quale si incarna in una struttura fisica-materiale che la vincola, e non le permette di agire come vorrebbe (eternità vs materia). Si dice infatti che l’Anima durante le prime incarnazioni si perda nella materia, e non si riconosca più per quello che in realtà è: una Scintilla divina eterna e senza tempo, che però si è persa nel regno di Saturno “Satana” “l’inferno-Materia”, che la incatena alla forma, e che offusca la sua Luce e il suo mondo spirituale. Infatti non c’è nulla di più nero e cupo di un centro di fabbriche con le loro ciminiere e fumi che oscurano la luce del cielo, dove il sole sembra non sorgere mai. Questa corrispondenza la ritroviamo durante l’anno, nel periodo Capricorniano, dove abbiamo il periodo di buio più lungo dell’anno. Il periodo di assenza di Luce comporta la perdita (fase di dolore e negativa per noi in genere) di tutto ciò che è inutile per soffermarsi invece sull’essenzialità, e per quanto riguarda la natura la sopravvivenza. Infatti alcuni animali vanno in letargo altri addirittura emigrano, la natura perde i fronzoli, i colori, le foglie, le nuvole si addensano, tutto sembra più cupo grigio e crudo, lasciando intravedere solo l’essenza delle cose, la parte più scarna e materiale, rigida si, ma portante, essenziale. Se poi nevica anche i movimenti vengono limitati, i suoni si attutiscono e tutto viene portato ad un momento di silenzio e ritiro, lì dove il tempo in realtà si dilata, dove la soglia fra tempo e spazio -buio e luce- scompare.

Le Piante e l’ Astrologia

Se osserviamo bene non tutte le piante si arrendono al freddo, anzi alcune si esaltano per le loro caratteristiche di sopportazione, longevità, resistenza e forza. Di solito sono anche le uniche piante a -sostenere- e mantenere il loro colore verde (Terzo Raggio Saturno) durante il periodo invernale. Troviamo infatti in questa categoria le conifere, come i pini e gli altri alberi saturnini per eccellenza, piante che sostengono il freddo e le altitudini  rimanendo sempre verdi. Si tratta di piante essenziali le quali di solito sprigionano, loro stesse, “oli essenziali” attraverso le proprie resine, piante che puntano al cielo, con la loro tipica forma a triangolo, imitando nelle forme le montagne su cui molte di loro risiedono. Infatti il triangolo con il vertice puntato verso l’alto è il simbolo del Sé Superiore, il vertice che punta al Padre, il Cielo, la Spiritualità, il Medio Cielo o decima casa dello Zodiaco, la Casa del Capricorno (in Astrologia), la casa dove le Vette vengono raggiunte. Sono proprio queste caratteristiche morfologiche e funzionali delle piante, oltre alle loro caratteristiche curative (che non tratteremo), a definirle come piante Saturnine, piante con le caratteristiche tipiche di Saturno.

Il Triangolo e l’Inversione

Abbiamo visto come il triangolo equilatero con il vertice verso l’alto rappresenti il Sè Superiore, al suo opposto il triangolo equilatero con il vertice verso il basso rappresenta il Sé inferiore. Nel simbolismo di Saturno e del Capricorno troviamo entrambi, infatti il Capricorno ha come governatore planetario Saturno sia a livello ortodosso-classico che esoterico e questo rappresenta proprio le due fasi Saturnine. La prima è la fase involutiva-incarnativa in cui il principio incarnativo di Saturno prevale attraverso la cristallizzazione della materia che implica in contemporanea - la nascita e l’entrata nello spazio-tempo- (Vertice del triangolo verso il basso). Ha luogo poi la seconda fase di riorientamento sempre attraverso Saturno, ma in questo caso a livello animico, dove nella fase di transizione (tra una fase e l’altra) il Grande Maestro ci insegna, attraverso la sofferenza e la fatica, le grandi lezioni che vengono impresse e portate con Sé per tutta la vita e oltre -forgiando quelle che saranno le qualità spirituali dell’essere, qualità eterne e senza tempo- ma ricavate per l’appunto dall’esperienza con la materia. Una volta che la materia diventa meno interessante per la personalità, inizia definitivamente la seconda fase, e con questa iniziamo a percepire sempre di più anche gli effetti spirituali del segno del Capricorno e di Saturno. Infatti a questo punto il Capricorno, invece di immergersi nei successi della materia, si rivolge all’Anima e alla conquiste delle vette spirituali o di ciò che può essere definita come acquisizione del Cielo, per la quale conquista servono e sono fondamentali tutte le qualità tipicamente Capricorniane e Saturnine - Pazienza, Tempo, Perseveranza-.

Il Pino Simbolo dell’Inconscio

Il pino, proprio come Saturno e il Capricorno, rappresenta la massima concentrazione, costanza, ed essenzialità, la forza e la resistenza per sopportare le avversità della vita in modo stabile sicuro, quando tutte le altre piante si devono adattare, il pino si erge mostrando le caratteristiche della perseveranza, della forza e della costanza. Il permesso gli viene concesso dal cielo, del quale il pino è canale e al quale punta con la sua cima. Infatti, la tipica forma triangolare rappresenta la stabilità della base ben radicata al mondo materiale, la quale permette, però, di raggiungere con più stabilità e sicurezza il Padre (Cielo) durante la scalata verso l’ascensione, che rimane come focus principale mirando con la punta al cielo. La sua figura geometrica rappresenta non a caso la tipica posa del fiore di Loto, (Asana dello Yoga) ovvero l’uomo in meditazione, che si rivolge alle proprie vette spirituali, proprio come il pino si rivolge verso l’Alto, alla ricerca dell’unione con lo spirito; non è una coincidenza che Yoga significhi proprio Unione*.  Il Pino infatti ha in sé proprio le caratteristiche necessarie al meditatore per raggiungere le più alte vette spirituali, -quindi come questa pianta-, l’uomo che medita rimane fermo immobile sempre uguale a sé stesso (centrato nel Sé eterno, Cielo) combattendo i mutamenti esteriori e annullando il tempo, - ritirandosi all’interno di sé, immergendosi così nella luce interiore per produrre le resine ed emanare le proprie fragranze lenitive, e qualitative. Il ritiro diventa meditazione, la meditazione diventa fragranza ed il tempo si disperde nell’eterno. L’uomo raggiunge la propria stabilità, la stabilità meditativa, che gli permette di essere connesso al cielo ma anche produttivo, stabile sulla Terra, e in connessione con il proprio seme originale, il Sé. L’albero della Vita che con le radici piantate nel cielo si dirama verso il mondo esterno, ma  rimane connesso con il punto di origine, L’Uno o Sè originale.

*Nella meditazione tutte le energie vengono raccolte nel Chakra della testa, la vetta dell’uomo, dove è situata la ghiandola Pineale, se ci soffermiamo sul suo nome possiamo notare come ci sia la parola Pino al suo interno. Infatti, una volta realizzata quella che viene definita la sincronizzazione, la ghiandola pineale rilascia quella che viene definita la sua resina, l’emanazione della sua essenza spirituale. La Pigna, frutto del Pino, infatti è rappresentata in lungo e in largo nei monumenti di tutta Italia religiosi e non, come simbolo di illuminazione. Infatti è una forma simbolica del Chakra dai mille petali e se osserviamo è molto simile ai capelli raccolti sopra il settimo Chakra nelle rappresentazioni del Buddha.

Asse Astrologico Cancro Capricorno

E’ interessante notare che in Astrologia esoterica l’Asse fra i due segni opposti del Cancro e del Capricorno, rappresenta anche l’asse delle due porte d’Entrata e di Uscita dell’incarnazione delle Anime: entrando attraverso la porta della coscienza collettiva del Cancro, e uscendo attraverso la porta d’uscita della coscienza solare, tramite la Vetta di Capricorno, come essere spirituale realizzato. E’ curioso anche notare che il governatore esoterico e classico di Capricorno “Saturno” è colui che in realtà materializza la forma e che attraverso le esperienze -della e nella materia - ci insegna quelle virtù essenziali allo sviluppo della coscienza, attraverso l’assunzione del nostro Karma-Compito Animico. Dall’altro canto il Cancro ha come governatore classico la Luna, l’ottava inferiore di Saturno, la quale governa il mondo della coscienza non formata e reattiva (governatrice ortodossa del cancro). A livello esoterico il governatore del Cancro è Nettuno, il pianeta della foschia, della coscienza collettiva e della lassezza, dell’estrema sensibilità/ suscettibilità/ sogni; ma anche dell’intuizione, dell’amore incondizionato, e del Vuoto fra i pensieri che permette la Meditazione. Saturno e il Capricorno ci danno la forza e le qualità per rendere forte e perseverante il Cancro (che sarebbe invece molle, soffice e passivo), per arrivare così attraverso la meditazione e il mondo interiore soggettivo di Cancro e Nettuno, a raggiungere quella compassione e coscienza collettiva universale che tutti gli iniziati hanno in Sé, in quanto anima e coscienza del mondo. I due Segni si completano e permettono il raggiungimento della vetta della coscienza collettiva solare o Logos sistemico, infatti astrologicamente nel periodo di natale la Terra ed il Sole che sono astrologicamente sempre opposti, si trovano rispettivamente in Cancro e in Capricorno.

La Terra ci mostra la meta da raggiungere per colmare le lacune presenti in noi durante questo periodo, e la troviamo posizionata proprio in Cancro, non a caso il Segno che governa la collettività, la Madre, il nutrimento e la Famiglia. Queste infatti sono tutte caratteristiche che vediamo affiorare e che possiamo tranquillamente constatare nel modo in cui viviamo le nostre feste natalizie. Se osserviamo con attenzione queste caratteristiche -i doni, la famiglia ed i pranzi - ci rendiamo conto di quanto siano aspetti femminili e materni che ne rappresentano appieno l’archetipo. Così in questo particolare periodo il focolare riacquista molta più importanza rispetto ad altri periodi dell’anno. Infatti quello che noi definiamo come lo Spirito di Natale è il simbolo dell’amore collettivo e incondizionato, quel tipico amore che rappresenta l’archetipo materno del Cancro.

L’archetipo del Cancro porta quindi calore e attenzione sull’amore e il donare, il comprendere all’interno del nucleo famigliare, ma da un punto di vista spirituale il focolare potrebbe rappresentare il Fuoco interiore - “la casa illuminata dalla meditazione” - la cui metà è l’unione. L’amore verso l’interiorità, la soggettività, il Sé Superiore, e ciò che ha a che fare con il lavoro interiore e’ governato da Nettuno, come la meditazione, l’intuizione, l’amore incondizionato e l’aspirazione all’amore universale; ma per raggiungere concretamente tutto ciò, a Nettuno e al Cancro, servono le caratteristiche di Saturno e del Capricorno. La Terra situata in Cancer come pianeta astrologico ci mostra quali sono gli obiettivi e le qualità che vanno migliorate in questo periodo dell’anno, mentre Il Sole in Capricorno, che rappresenta la personalità integrata, ci mostra l’essenza di ciò che dobbiamo compiere e concretizzare, la libertà di creare e costruire ciò di cui il pianeta e la collettività hanno bisogno in questo periodo (infatti la personalità dovrebbe essere messa al servizio dell’Anima). Per l’appunto le qualità migliorate della Terra in Cancer, l’intuizione, la meditazione e l’amore per il mondo, ci danno la possibilità di concretizzare le nostre azioni e smaltire karma in modo più amorevole  di quello che farebbe un Capricorno puro, il quale senza le qualità cancerine probabilmente sarebbe troppo sterile e rigido per arrivare a concretizzare e realizzare opere per l’umanità Una. Così Il Cancro dona sensibilità al Capricorno e il Capricorno concretezza e forza al Cancro per poter avanzare con perseveranza nella ricerca interiore e nel concretizzare le più alte vette spirituali collettive per amore del gruppo umano.

L’Albero Di Natale

Visione Cosmica Discensionale
Ecco che l’Albero di Natale, carico di tutti i significati di cui abbiamo parlato prima, rappresenta dal punto di vista discensionale (*c’è sempre l’ascensione e la discensione) la nostra discendenza spirituale dall’eternità e la ricerca del Logos universale o “Dio” (anche se il concetto andrebbe rivalutato) di manifestarsi e incarnarsi nella materia. Il Logos universale o “Dio” viene posizionata sulla punta dell’albero rappresentato da una stella, la datrice di vita, sia a livello di formazione della vita sulla Terra sia letteralmente* (le stelle creano gli elementi di cui siamo composti), rappresenta proprio ciò dal punto di vista cosmogenetico. Infatti a livello spirituale la stella è la Radice di Fuoco che illumina l’emanazione della vita, dove la vita si dirama in diversi mondi (balocchi), ognuno con le sue caratteristiche, sfumature, forme e colori.  Così le luci rappresentano la corrente, l’energia vitale elettrica che risuona nella manifestazione, la Spirale cosmica dell’elettricità che attornia e attiva con la sua pulsazione ritmica tutti gli atomi di vita (Anu) dell’Albero della Vita, dove i doni che si trovano sotto all’albero, alla sua base, sono i prodotti della creazione, lo stato quantistico dei risultati del Karma-azioni, di ciò che è stato prodotto durante l’anno e che verrà scoperto soltanto nel momento in cui verranno aperti. I doni rappresentano simbolicamente, i regali spirituali  o risultati dell’esperienza dell’ Albero della Vita, e dei risultati conseguiti nell’esperienza dell’Anima all’interno della materia. Infatti nella mitologia dei racconti natalizi i bambini buoni, che hanno svolto tutti i loro compiti (karma) e che non recato danno a nessuno (principio di innocuità, e senso di unione), ricevono ciò che desiderano, ovvero l’Anima o Coscienza acquisisce le qualità necessarie per il suo percorso spirituale. Il bambino cattivo,invece, non dovrebbe ricevere regali, in quanto al contrario degli altri bambini non può ricavare doni spirituali dalle proprie azioni (non c’è miglioramento di coscienza), almeno finchè non capisce e si redime. Infatti è curioso che alla befana, si dia il carbone nero a chi non si comporta bene, rappresentazione del Karma negativo accumulato da cattive azioni.
Altro simbolo interessante è il fatto che i regali e i doni vadano scambiati, questi rappresentano le qualità acquisite che ognuno di noi poi dovrebbe condividere o insegnare agli altri, oltre a proiettare con ciò la grande voglia di unità, di crescita e di unione dell’Anima.

Ps. Non so se ci avete mai fatto caso, ma l’albero di natale completamente addobbato, in effetti crea un vago ricordo delle galassie, con il loro pullulare di luci, intermittenti e colori che partano da un punto centrale e si diramano verso l’Universo.

Visione Individuale Ascensionale
Il punto di vista dell’Uomo incarnato invece è ascensionale, l’uomo si trova alla fine dell’Albero della Vita, dove interagisce con il Karma e lo Stato quantistico dei mondi precedenti e futuri, e il suo moto è Ascensionale, ovvero la ricerca di quel Sè Superiore Unico ed Eterno che gli mostri l’Unità della Vita e il Piano Divino.

La stella sulla punta del pino in questo caso rappresenta proprio, “La Vetta”, il raggiungimento dell’Iniziazione Solare, ovvero quello stato di coscienza connesso con il nostro Logos comune, l’Anima collettiva, la Scintilla creatrice, l’Unità di Coscienza. Le Luci in questo caso, in senso ascensionale, elevano il nostro ritmo e le nostre frequenze fino a portarci alla coscienza unica, la Radice di Fuoco Una, “la Stella sulla Vetta”. Abbiamo così il raggiungimento della consapevolezza del Sè Superiore (su un piano) o Logos (su piani più universali, ciò in base ai livelli di coscienza), passando attraverso la visione e purificazione dei vari mondi o dimensioni dell’esistenza (balocchi) fino ad arrivare a quella luce, quel Logos interiore, che rimane costantemente acceso al di là della materia, al di là della punta, al di là del Tempo. La Radice di Fuoco al di là della materia che lo ricopre, il Fuoco che accende e move il tutto e da cui tutto prende forma.

Infatti la meditazione, che abbiamo visto essere associata alla canalizzazione e allineamento caratteristiche del pino, rimane una tecnica, di distacco dal mondo materiale per raggiungere proprio quella scintilla, quel fuoco, che rappresenta l’unità dalla quale è partita la vita, e la si può raggiungere solo tramite il ritiro della coscienza dai piani esteriori della vita riportandoci ai piani interiori (l’isolamento del Capricorno), lì dove l'unità è possibile. Così l’albero di natale ci ricorda come la provenienza di tutti noi sia Una, la radice universale.

Discensione Evoluta
Una Volta trovata la Radice di Fuoco che Illumina l’emanazione della vita, l’Iniziato gira le spalle al Nirvana (unione delle’anime, pace eterna e distaccamento dalla vita materiale) e si ridirige, questa volta consapevolmente, verso il mondo materiale, conscio del suo scopo di Servitore del Mondo, di aiutante dell’Umanità. Egli ora cercherà di creare consapevolmente i frutti, i balocchi del suo Dharma, la sua energia “Luce” sarà direzionata consapevolmente verso obiettivi spirituali per il bene Umanitario, i doni non saranno più frutti del caso, ma saranno frutto di un pensiero radicato voluto e sperato, saranno la manifestazione del Dio in Terra. L’Unione mistica fra Cielo e Terra. La Manifestazione della Coscienza Divina.

Motti evolutivi di Cancro e Capricorno
Cancro
“Costruisco una Casa Illuminata”
Capricorno
“Mi perdo nella Superna Luce, ma a quella Luce volgo le spalle”
(torno e divento Salvatore del Mondo)

Le Luci esterne e i Raggi

L’asse Cancro Saturno, Terzo e Settimo Raggio non è da sottovalutare. Possiamo intravedere l’aspetto Saturnino delle Stelle, Creatrici degli elementi basilari (Capricorno, Saturno) di quelle particelle elementari che unendosi formano il corpo di manifestazione (Cancro) che usiamo tutti i giorni nello spazio o matrice cosmica (Cancer). I Logoi Planetari e Stellari che risplendono dando vita e coscienza a tutte le forme di vita, riconoscendo in sé di essere parte della Galassia e collegati alla radice della matrice una, la luce della coscienza che lampeggia all’interno di noi e dell’Universo.

Morfologia Comparata

Se osserviamo bene, la morfologia del pino, ovvero il cono, dal cui poi è stato ricavato il nome di conifere, è la forma che effettivamente ritroviamo in tutti i simboli che rappresentano, o rimandano, a un principio superiore. La piramide, il triangolo del principio spirituale filosofico degli alchimisti “lo zolfo”, la spirale ascendente della vita aka tempo o evoluzione, il Sè Superiore nell’esoterismo.

Tutti questi simboli usualmente vengono visti come un’ascesa al cielo, e in parte ciò è vero, ma dal punto di vista di Dio o entità cosmica primigenità, questo simbolismo può essere visto solamente in versione creativa. La radice Una che discende e porta la sua vita, la sua elettricità nell’universo manifesto. E’ la radice cosmica dell’albero del Cielo di cui la vita è una manifestazione.

Noi inconsciamente lo chiamiamo l’albero di Natale, Natale significa della nascita, nella nostra tradizione ci si riferisce a Gesù-Cristo normalmente, ma bisogna ricordare che a livello esoterico il Cristo è il principio Solare la Coscienza cosmica incarnata in terra “il Figlio di Dio”. L’albero di Natale rappresenta quindi la Nascita e la nascita rappresenta la creazione, in questo caso la creazione dell'Universo che può essere traslata su più livelli. Quindi ogni volta che componiamo il nostro albero di natale stiamo celebrando la nascita dell'Universo e la creazione della coscienza di Dio (o individuale) e come si propaga e si manifesta nel mondo.

Abbiamo quindi l'immagine della creazione universale, attraverso la Nascita del Cosmo (Ordine) e di alcune sue leggi manifeste, la voglia di rappresentare ciò, potrebbe essere intesa come una voglia inconscia di fare ritorno a Casa, e di comprendere le leggi della manifestazione che ci governano.

*Anche il presepe rappresenta  un aspetto psicologico della cosmogenesi, o della genesi della coscienza (dipende dalla scala che si osserva), Gesù, ovvero “la coscienza” nasce in una grotta “rappresentazione dell’inconscio” e matrice o materia Universale, è figlio di Dio, in quanto Maria, che rappresenta sempre la matrice pura e incontaminata (la materia Vergine), rimane incinta senza atto sessuale ma attraverso l'immacolata concezione, questo rappresenta la nascita della coscienza all'interno della materia stessa (Maria è un livello della materia, più piccolo della grotta, sono gli stessi archetipi ma su livelli diversi), Gesù diventa il Cristo solo nel momento in cui la sua Coscienza, dopo tutte le prove e il grande Sacrificio sulla Croce (o Terra), si trasforma e si congiunge al Padre o Dio, diventando coscienza universale o Logoica.

Inoltre non è da dimenticare l’albero biblico del bene e del male, da cui è stata ricavata la mela della conoscenza, anche questo è un simbolo dell’incarnazione della coscienza nella materia. L’uomo viene cacciato dal paradiso (unità animica), e mandato sulla Terra -mondo materiale-, in quanto solo dopo essersi nutrito del frutto della conoscenza avrebbe potuto vederla, solo ora infatti aveva la conoscenza, o intelletto per vedere la materia. Infatti è l’intelletto che appartiene al piano duale, che divide fra esterno e interno, la conoscenza del mondo terreno come noi lo conosciamo.

Alberi e Illuminazioni

Tutte le tradizioni hanno un qualche racconto di un illuminato che raggiunge la conoscenza universale meditando, sostando o anche sognando, all’ombra di un albero. La più famosa e conosciuta penso sia sicuramente quella di Buddha, illuminatosi sotto l’albero di fico, ma c’è ne sono molte altre, chissà come mai gli alberi hanno avuto un ruolo così importante nell’aiutare l’uomo nella riflessione e nell’illuminazione, forse questi splendidi esseri viventi rappresentano archetipicamente e quindi energeticamente qualcosa di molto più profondo di quello che potrebbe apparire nella nostra realtà quotidiana, come la nascita della coscienza, e la via per tornare fino alla sua origine.

H.P. Blavastky
Dott. Segreta Vol. 7 pag 214
Adi nella nostra Dottrina, è il nome generico di tutti i primi uomini, cioè delle prime razze parlanti, in ciascuna delle sette zone - donde probabilmente “Ad-am”. E tali primi uomini, in ogni nazione, sono reputati aver ricevuto l’insegnamento dei divini misteri della creazione. Così i Sabei (secondo una tradizione conservata nelle opere Sufi) dicono che quando il “Terzo Primo Uomo”  lasciò il paese adiacente all’India per Babele, gli venne dato un albero, poi un altro ed un terzo albero, le cui foglie narravano la storia di tutte le razze; il “Terzo Primo Uomo” voleva dire appartenente alla Terza Razza Radice e pertanto i Sabeni lo chiamano Adamo.

Albero Genealogico

Nella nostra tradizione abbiamo un’altra forma simbolica della radice unica che si manifesta come albero, il cosiddetto Albero Genealogico. L'albero Genealogico studia, o rappresenta, la linea, o radice genetica, che accomuna i discendenti e gli avi di uno stesso ramo familiare, con tutte le diramazioni e discendenze varie: Padri, figli, nipoti, pronipoti e così via all’infinito in realtà. E’ effettivamente vero che qualcuno è sempre nato da qualcun altro per cui l’albero genealogico teoricamente è infinito, normalmente questo si ferma a ritroso nel tempo per via di mancanza di dati storici, o per il nostro sistema, quando un cognome e nome viene cambiato, o in caso di discendenza esclusivamente femminile, questo non permette di portare avanti il -Cognome- della persona, ma in realtà il ramo genetico rimane. Se quindi non ci limitassimo a questo concetto e lo osservassimo per l’appunto dal punto di vista di trasmissione genetica arriveremo a questo concetto di radice unica, di cui l’albero viene naturalmente associato anche nel linguaggio comune e che viene espresso perfettamente da A. Hoffman:

Ma potremmo veramente considerare la combinazione dell’ovulo e dello spermatozzo l’effettiva origine della nostra esistenza materiale e corporale? Dopo tutto, l’ovulo e lo sperma non hanno origine in un vuoto, provengono dai nostri genitori, ciò significa che c’è una trasmissione di materia dai genitori ai figli. E gli stessi genitori sono procreati dagli ovuli e dalle cellule spermatozzoiche dei loro genitori, e via dicendo, per generazioni innumerevoli. E’ evidente che esiste un legame tra ogni individuo del nostro tempo e tutti i suoi antenati e poi ancora a ritroso nella scala evolutiva, fino all’origine della materia vivente per sè, fino alla cellula primigenia.

Note
Ringrazio per la correzione del testo Naima Amni